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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

  • Allestimento della mostra "Ricostruzione futurista".
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Ricostruzione futurista

 
 
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a mostra prende il nome da uno dei testi chiave delle avanguardie italiane del novecento: il celebre manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo, firmato nel 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero con il quale nel 1915 i futuristi proposero l’idea di Arte Totale. Allo scoppio della Prima guerra mondiale il movimento futurista abbandonava l’aggressività degli esordi, per avviarsi verso una seconda fase caratterizzata dall’esigenza di un’Arte Totale che invadesse ogni campo del sapere: arte, letteratura, poesia, teatro, musica, danza, cinema, fotografia, architettura, scenografia. Attraverso moderne tecniche di propaganda e comunicazione, con energia e passione, quello che in seguito fu definito “secondo futurismo” pose le basi per l’arte contemporanea che, a distanza di un secolo, raccoglie un’eredità dinamica e caleidoscopica. Gli esiti sono concreti e molteplici: dall’arredo alla moda, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dal manifesto pubblicitario all’oggetto di design, dall’editoria alla fotografia, per arrivare ai materiali di autopromozione come le corrispondenze.

Balla e Depero, ma anche Tullio Crali, Enrico Prampolini e Thayaht sono tra i protagonisti di una mostra che rivela come le radici della Ricostruzione Futurista siano ancora fonte di ispirazione e creazione.

La mostra si apre simbolicamente con Sal’s Red Hauler Special di Salvatore Scarpitta, l’auto da corsa del 1966 è posta eccezionalmente in dialogo con la ricostruzione dell’opera scenografica Le Chant du Rossignol di Depero, del 1917. Il visitatore entra così nel dinamico universo futurista e si perde lungo un percorso scandito da sei sezioni tematiche: Scena, Movimento, Volo, Autopromozione, Io/ombra, Automa. Fa parte del percorso di mostra una straordinaria serie di bozzetti e studi sullo spazio scenico di Depero, Crali, Prampolini e Veronesi che si relaziona con l’installazione Teatrino anni ’70 di Alain Arias-Misson. I dipinti, le sculture e gli schizzi di Depero, Balla, Crali, Spallanzani, Camuzzi si confrontano con le sperimentazioni fotografiche di Tato e Montacchini, con le fotografie di Edmund Kesting e le opere di Franco Vaccari e Luca Quartana.

 
OPERE
Giacomo Balla
Compenetrazione iridescente
Giacomo Balla
Feu d'artifice
Gino Severini
Ritmo plastico del 14 luglio
Fortunato Depero
Rotazione di ballerina
Fortunato Depero
Copertina Vanity Fair
SERVIZI
 
casa depero

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Ricostruzione futurista

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La mostra al Mart