Mart, Rovereto

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Benvenuto della sala stampa online del Mart. Di seguito una selezione di articoli da leggere. Subito sotto nella pagina i nostri comunicati stampa e le immagini delle mostre. Per scaricare le immagini (tute ad alta risoluzione) è necessario compilare un accredito stampa ed accedere con i propri dati.

 

Ludovico Pratesi sul paginone centrale di Repubblica recensisce "Arte Americana"

 

"Arte Americana" su Il Venerdì di Repubblica

 

 Edoardo Segantini parla del Mart come museo "che ha rilanciato a livello internazionale la presenza italiana anche nell'arte moderna" e intervista Gabriella Belli in "Italia Piagnona" su Sette, il magazine del Corriere della Sera

 

 

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Omaggio a Luigi Tito (1907 -1991)
Direzione scientifica: Gabriella Belli A cura di: Federica Luser e Margherita de Pilati
Mart, Rovereto
dal 10 novembre 2007 al 13 gennaio 2007

Dal 10 novembre 2007 al 13 gennaio 2008 il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, in occasione del centenario della sua nascita, rende omaggio al pittore veneziano Luigi Tito (1907- 1991).

L’esposizione, a cura di Federica Luser e Margherita de Pilati, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, presenta i ritratti, le nature morte e i nudi femminili di questo schivo e introverso maestro, attraverso un’attenta selezione di 60 opere, scelte tra dipinti, tempere e disegni di ritratti, nudi, nature e altri soggetti.
I suoi ritratti rivelano un’abilità tecnica, ereditata da una conoscenza assoluta dei grandi maestri del passato, in particolare dallo studio ossessivo di Rembrandt, Velasquez, Goya, Tiziano e Franz Hals, ma soprattutto contengono una sorprendente capacità espressiva. Come sottolinea Pierre Rosenberg nel prezioso contributo al catalogo della mostra: “è l’analisi psicologica l’elemento più incisivo. La crudeltà dello sguardo è lampante, impietosa, senza concessioni. È un’indagine che scava nel profondo dell’animo, senza indulgenza. Vi è una sorta di tono derisorio, talvolta umoristico, che impregna tutta l’opera”
Il suo gesto pittorico è inesorabile di fronte alla vecchiaia dei volti e all’ipocrisia del potere, come nei ritratti della Contessa Lia Soranzo, di cui realizzò numerose versioni tra il 1980 e il 1990 o nel Vescovo Giallo (1983). Solo davanti ai figli i toni si fanno più sereni, come nel ritratto Lucia che legge (1966) e nel Ritratto del figlio Pietro Giuseppe, 1973.
Per Rosenberg un dato essenziale percorre tutta l’opera di Luigi Tito: “è un amore sincero e irrevocabile per la pittura, per la pittura e ciò che, al di là del mestiere e delle apparenze, la distingue dalle parole e dai suoni, dalle parole soprattutto: una passione per cogliere, per catturare e per esprimere, con le sole risorse del pennello, ciò che vi è in noi di più ineffabile e più intimo”.

La mostra sarà accompagnata da un volume monografico, edito da Temi, che ricostruirà un parte significativa e poco indagata del suo lavoro, mettendo a disposizione del pubblico la conoscenza di un corpus consistente di opere.

Figlio dell’illustre pittore veneziano di fine Ottocento Ettore Tito, Luigi entrò in contatto fin da subito con il “mestiere dell’arte” ed ebbe l’occasione di portare a termine, ancora giovane, commissioni di grande importanza come il rifacimento della volta affrescata da Tiepolo nella Chiesa degli Scalzi a Venezia.


Nel 1932, una volta concluso il monumentale compito di restauro, Luigi Tito sentì impellente la necessità di allontanarsi dall’influenza paterna e intraprendere il suo personale percorso artistico.
Entrò, infatti, in contatto con le avanguardie, tanto da stringere rapporti di profonda amicizia con Emilio Vedova, Mario De Luigi e Arturo Martini, che nella Venezia di quegli anni furono esponenti di spicco del rinnovamento artistico italiano.

Luigi Tito, però, non si allineò mai completamente alle correnti artistiche del momento. Pur rimanendo fedele ai suoi maestri, guardava soprattutto l’opera di Rembrandt e i pittori della tradizione veneta, fu comunque apprezzato dalla critica, tanto da essere presente in tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1935, nel 1938 e nel 1940.

All’annuncio della Seconda Guerra Mondiale Luigi Tito si allontanò dal suo studio per partecipare attivamente alle operazioni di guerra tra le fila partigiane.
Alla fine del conflitto, dopo un periodo dedicato alla politica, ritorna nuovamente alla sua vera passione, la pittura. Chiamato nel 1962 all’Accademia di Venezia, Luigi Tito per vent’anni affiancò all’attività pittorica l‘insegnamento alla Scuola libera del nudo. Bisognerà però attendere fino agli anni Settanta per vedere esposti pubblicamente i suoi lavori. In questi anni Luigi Tito conservò un atteggiamento riservato e solitario che Roberto Tassi ricorda così: «Dipinge in silenzio; non fa mostre, non invia a premi, non partecipa alle Biennali, non segue le mode, non pubblica cataloghi; lavora calmo e lento su piccole tavole, studia i toni, decanta i colori, stende le velature, a pennellate brevi, sottili, meditate, sempre frutto di ispirata misura o di lirica vivacità».

Omaggio a Luigi Tito
Direzione scientifica: Gabriella Belli
A cura di: Federica Luser e Margherita de Pilati

Per la mostra si ringrazia:
Banca del Veneziano - Soc. Coop.
Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo del Nord Est
Federazione Trentina della Cooperazione
Credito Cooperativo Veneto

Il Mart ringrazia
Provincia autonoma di Trento - Assessorato alla Cultura
Comune di Trento
Comune di Rovereto

In partnership con:
UniCredit Group
UniCredit Private Banking

Con il sostegno di:
Cantina LaVis e Valle di Cembra
Gruppo Poste Italiane
Trentino Spa

Partner tecnico: Cartiere del Garda
Per le attività didattiche: Casse Rurali Trentine
MartRovereto
Corso Bettini, 43
38068 Rovereto (TN)

Comunicazione Mart:
Responsabile Flavia Fossa Margutti
Ufficio stampa:
Luca Melchionna 0464 454127 cel 320 4303487
Clementina Rizzi 0464 454124
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Orari: mar-dom 10-18 ven 10-21 lun chiuso. Dettagli Contattaci
Come arrivare: A22 uscita Rovereto Nord. Dettagli
Tariffe: Intero €10, ridotto €7, famiglie €20. Dettagli
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