
Yona Friedman è autore di una riflessione allargata sull’uso dell’architettura nella società contemporanea, che ha intrecciato con diversi campi del sapere, dalla sociologia, alla teoria della comunicazione, alla filosofia, all’arte e per la quale ha coniato il termine “utopie realizzabili”.
Il progetto, curato da Maurizio Bortolotti, prevede l’installazione fino al 26 novembre 2006, nel Foyer della Biblioteca del Mart, delle opere "Merzstrukturen" e "Nonument".
La presentazione ufficiale dell’opera è prevista per le ore 14.30, alla presenza dell’artista, del curatore, dei vertici del museo e della Presidente della Domus Academy Maria Grazia Mazzocchi.
Seguirà una tavola rotonda sull’opera di Friedman, alla quale parteciperanno lo stesso Friedman, il curatore Maurizio Bortolotti, e il Professor Federico Bucci, docente di Storia dell'architettura contemporanea al Politecnico di Milano.
"Merzstrukturen", realizzata per la prima volta all’interno del programma “Art Experience” di Domus Academy in collaborazione con Progetto Italia di Telecom, ed esposta nel Telecom Future Centre di Venezia nell’estate del 2005, sarà donata dall’artista alla Collezione Permanente del Mart durante la manifestazione.
E’ la prima volta che un’opera del famoso architetto entra nella collezione di un museo italiano.
"Merzstrukturen" è costruita con materiali poveri:cartone da imballaggio, colla, nastro adesivo. Un semplice riparo, sviluppato secondo un principio di casualità a partire dai principi costruttivi elementari che si trovano nelle “bidonville” dei Paesi del Terzo mondo, alle cui forme abitative Friedman ha dedicato particolare attenzione nel corso degli anni. Se la struttura suggerisce un ambiente per ripararsi, da altri punti di vista rimanda all’opera di Kurt Schwitters "Merzbau", costruita per sedimentazione casuale di diversi materiali.
"Nonument", una grande installazione ambientale pensata e realizzata per il Mart. Anche in questo caso Friedman sperimenta tecniche di costruzione semplici e materiali poveri per produrre un’architettura di sopravvivenza. Elementi modulari in cartone sono assemblati in forme ondulate disposte le une sulle altre a costituire una struttura libera in forma piramidale. Il titolo programmatico "Nonument" allude al proposito di operare il contrario dei “monumenti” prodotti oggi dall’architettura contemporanea. La semplicità della costruzione rispecchia le idee di Friedman, secondo cui l’architettura deve essere alla portata di tutti e l’architetto dovrebbe semplicemente essere un consulente a disposizione degli abitanti di una città.
La visione utopistica di Friedman, che comprende alcuni concetti fondamentali come quelli di “architettura mobile” e “città spaziale”, ha ispirato molti artisti e architetti contemporanei, sviluppando l’idea che l’architettura e l’arte possono ritrovare una loro posizione all’interno della società contemporanea solo riscoprendo alcune esigenze umane primarie. In questo modo, secondo Friedman, l’architettura riuscirà a rendere praticabili e concrete le esigenze di comunicazione tra gli individui che stanno alla base delle società moderne. L’obiettivo di Friedman è quello di ricondurre la produzione artistica al di fuori del campo specialistico nel quale si trova, per metterla in contatto con la vita di ogni giorno e con i bisogni di tutti.
Il concetto del “riparo”, ad esempio, porta alla luce una necessità di base dell’uomo, ma anche la creatività che scaturisce istintivamente da essa. “Merzstrukturen” propone quindi un’idea “allargata” di arte e architettura, caratterizzata da un forte rapporto con le esigenze primarie dell’uomo. Allo stesso tempo richiama la capacità umana di attivare forme di comunicazione universale come base per la vita sociale in una comunità. Costruire significa, infatti, rispondere a esigenze elementari che determinano anche l’organizzazione della vita quotidiana di una società e dunque alle esigenze di comunicazione tra le persone che vivono in essa, alle quali va lasciata la libertà di prendere decisioni. Per questo uno dei principi dell’architettura di Friedman è quello dell’”imprevedibilità” della sua esecuzione.
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